sabato, 18 ottobre 2008
Pubblico, sia pur tardivamente, l'appello di ALEX ZANOTELLI

S.O.S. Acqua!
Cosenza, 15 agosto 2008
Nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell'Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell'acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l'articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.
Tutto questo con l'appoggio dell'opposizione, in particolare del Pd, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta. (Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell'on. Veltroni alla lettera sull'acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!)
Così il governo Berlusconi, con l'assenso dell'opposizione, ha decretato che l'Italia è oggi tra i paesi per i quali l'acqua è una merce.
Dopo questi anni di lotta  contro la privatizzazione dell'acqua con tanti amici, con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell' acqua... queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male. Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti! Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il 'Decreto modifica la natura stessa  dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell'impresa siano i più elevati nell'interesse delle finanze comunali'.
Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l'acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell'acqua ha il 46,5 % di azioni) che gestisce l'acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette  del 300%! Oltre quattromila famiglie da quell'anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina! Ora nel cuore dell'estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell'acqua. Tutto questo con l'avallo del Comune e della provincia di Latina! L'obiettivo? Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare.
È una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa.
Non possiamo lasciarli soli!
L' estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania.
L'assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L' Arin, la municipalizzata dell'acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una 'Robintax' per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell'acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi ) e di  serie B (i poveri), come sostiene l'economista M.Florio dell'università degli studi di Milano.
Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l'acqua come bene comune. Invece dell'acqua pubblica, l'assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un Comune di centomila abitanti della provincia di Napoli), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette  dalla Gori, (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell' Acea di Roma). Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
'Non pagate le bollette dell'acqua!', è l'invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po' dappertutto.
Mi chiedo amareggiato: 'Ma dov'è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell'acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull'acqua?
Ma cosa succede in questo nostro paese? Perchè siamo così immobili? Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori?
Perché il Forum dell'acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull'acqua?
Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull'acqua?'
Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l'acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l'utente, senza essere S.P.A.
'L'acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne 'illecito profitto' - ha scritto l'arcivescovo emerito di Messina G. Marra -. Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile'.
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand'è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!)
È quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI: 'Riguardo al diritto all'acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana. Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l'acqua unicamente come bene economico'.
Quand'è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell'acqua?
L'acqua è vita. 'L'acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore - ha scritto recentemente il vescovo di  Caserta, Nogaro - ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall'acqua trae esistenza, energia e vita'.
Sull'acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell'acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l'acqua non è una merce, ma un diritto di tutti.
Diamoci da fare perché vinca la vita!
Alex Zanotelli
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lunedì, 13 ottobre 2008
Ho parecchi amici e conoscenti che hanno una bici in garage. che dona loro momenti di sano sport, in cui si confrontano con se stessi ed allo stesso tempo fanno gruppo. io preferisco camminare, affrontare le salite a piedi, avvicinarmi al cielo piano piano, perché in bici faccio più fatica. non sono mai riuscito a faticare in bici. mi capita di fare enormi sforzi in montagna, tanto da sentirmi male, ma in bici non riesco, è una fatica che non mi piace. però mi manca la bellezza del gruppo dei cicloamatori. questo gruppo di amici che viaggia ai 40 all'ora emettendo quel rumore che fanno i loro cambi shimano ultimo modello. questo mezzo, antico ed ecologico diventa un lavoro per i professionisti. crea notorietà e ricchezza. per uno strano scherzo del destino il faticoso mondo della bicicletta è stato assalito dalle sostanze dopanti. è uno sport come tanti, però i ciclisti sono, ormai per tanti, mezzi drogati. come se in altri sport bastasse l'allenamento per emergere. a volte vedo dei calciatori correre come dannati e non capisco come si possa correre in quel modo. ho praticato atletica e calcio. so che lo scatto ripetuto è un esercizio stancante, stremante. se ci aggiungiamo che nel calcio devi ripartire non ad intervalli regolari, ma quando il gioco lo rende necessario, capisco ancor meno come possano fare certi terzini o centrocampisti a reggersi in piedi oltre la mezz'ora di gioco. ma, tornando al ciclismo, non capisco l'accanimento dei vertici della federazione ciclistica nel ricercare sostanze dopanti quando altri dirigenti organizzano gare che non potrebbero sostenere neanche cavalli. si cerca la salita più dura e l'anno successivo si mette la salita dopo altre cinque e dopo aver percorso 250 km. sono corse sovrumane. per terminare la corsa, in tempo massimo, bisogna allenarsi parecchio; figuriamoci cosa bisogna fare per vincere. l'ultimo campionato del mondo è stato visto con un allungo imperioso dopo 260 km di corsa. conoscete la media oraria? tanti cadono nella rete dei controlli antidoping, di cui non si capiscono i contorni. probabilmente sarei dopato anch'io. molti eroi italiani (quasi tutti al di fuori di simoni) sono stati pizzicati. come dire: se vinci il giro ti tocca. infatti garzelli, basso, di luca e molti altri hanno avuto a che fare con l'antidoping. è un momentaccio per il circo del ciclismo. gli sponsor latitano. gli organizzatori però, pensano sempre al peggio. non c'è un'idea moderna, che attiri l'interesse degli sportivi ed allo stesso momento permetta agli atleti di poter praticare questo sport senza ricercare il limite consentito. si cercano strane vie, specialmente al giro d'italia. che è, come sempre, un giro di tre settimane noioso, perchè di tre settimane. forse potrebbe renderlo interessante un duello di ciclisti italiani. ma non per gli organizzatori. l'anno scorso sono andati a prendere in spiaggia tale contador. doveva venire al giro d'italia. lui non voleva perchè era in ferie. l'hanno convinto, non so come. ho saputo poi che aveva vinto il tour, per squalifica per doping del primo arrivato. e vince anche il giro, tra lo sbigottimento dei giornalisti sportivi. mi immagino la felicità degli atleti di casa e di tutti i gruppi dilettantistici italiani. ma più che loro sono sbigottito io. gli italiano che si permenttono di vincere un giro d'italia devono passare guai a difendersi dalle commissioni antidoping. ho saputo poi che contador non poteva partecipare al tour perchè indesiderato. gli italiani lo sommergono d'oro ed i francesi lo evitano. beh, non so come sia andato l'auditel del giro del contador strappato alle ferie. forse ci sarebbe piaciuto vedere dei giovani italiani. ma per qil 2009 cosa estrarrano dal cilindro: il plurivincitore del tour de france, l'americano che è andato sulla luna: lance armstrong. della serie: una bugia è una bugia. se la racconti più volte è una verità. vedi indurain. chissà al prossimo giro cosa si inventeranno? potrebbero tentare con il figlio illegittimo di varenne ma è giousto così: mica possiamo far vincere il giro del centenario ad un italiano qualsiasi. la bicicletta non merita questi pessimi organizzatori.
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sabato, 11 ottobre 2008
E' cominciato in Turchia il processo contro Murat Karatash, reo confesso dell' omicidio di Pippa Bacca, la giovane artista milanese stuprata e uccisa mentre girava in autostop vestita da sposa per una performance ispirata ai valori della pace e della fratellanza tra i popoli.0008415-1

Si è parlato poco di quest'episodio. Mi dispiace definirlo episodio e non credo che sia giusto definirlo "performance". Se è vero che l'idea di Pippa Bacca era quello di far parlare di valori della pace e della fratellanza tra i popoli. Non voglio paragonarla a personaggi che rimarranno nella storia come Ghandi, ad esempio, che è stato uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha, (tipo di lotta nonviolenta praticata da Gandhi, Martin Luther King ed altri nella storia). Non la paragono per non far cadere subito la discussione. però non vedo differenze, se non che lei si faceva chiamare Pippa Bacca, che a lei è stato impedito di portare a termine il suo obiettivo. certo, il nome era fuorviante e forse anche il vestito che indossava quando fu massacrata, annientata, uccisa brutalmente. ha avuto un alto obiettivo e che, in qualche modo, non ha avuto la capacità di esternarlo. ma nono voglio accollarle colpe. ha gettato un seme che è stato calpestato da molti di noi. per parlare di ciò che voleva proporci cosa doveva fare? calandoci nella quotidianità, mi sarebbe piaciuto sentire un commento della chiesa. mi sarebbe piaciuto sentire o vedere uno spazio televisivo dedicato all'argomento che voleva proporci, commentato da gente all'altezza della situazione. chissà invece come sarà ricordata dalla "massa"? chissà che differenza c'é tra lei e Gandhi?
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lunedì, 18 febbraio 2008
Proprio non riesco ad entusiasmarmi a questo PD. puzza di logoro, appena fatto. nessun annuncio che rompa col passato, se non l'idea di correre da soli. che nasconde la solita furbata. lavorano per se stessi. se va bene hanno carta bianca, per non cambiare niente. se va male, beh, un bel pacchetto parlamentare (bonus e benefit compresi) non lo negheranno certo a d'alema, veltroni e soci. l'altro giorno ho letto un articolo sconcertante (corriere della sera) sul neo gruppo dirigente kossovaro, scitto da Francesco Battistini che intervista il Generale Mini. consigliava di disinfettarsi le mani dopo averle strette ai capoccia kossovari. http://oknotizie.alice.it/go.php?us=39800a590f0bec07
ne riporto uno stralcio: Il generale Mini ex comandante della Nato in Kosovo: «Il nuovo Stato conviene solo ai clan  e sarà un porto franco per il denaro che arriva dall'Est». E non ha molta stima della nuova dirigenza di Pristina: «Da lavarsi le mani, dopo avergliela stretta. Spero che la nuova generazione se ne liberi presto. L'anima nera è un signore di cui non le dico il nome, perché se lo scrive vengono lì e la ammazzano. È il mandante di almeno 28 assassinati del partito di Rugova. Uno che, come molti dei capi Uck, non ha mai spiegato la fine d'un migliaio di rom, serbi e albanesi accusati di collaborazionismo, desaparecidos negli anni del primo dopoguerra. A Pristina, si dice che se i pesci d'un certo lago potessero parlare...».Francesco Battistini 16 febbraio 2008

D'alema, che dovrebbe essere un capoccia del neo PD, senza dare alcuna spiegazione, spaccando l'UE, annuncia che l'Italia riconoscerà il Kossovo.

ma dov'è il nuovo?

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mercoledì, 06 febbraio 2008
Se ne leggono di tutti i colori. una delle ultime che ho letto è il lamento di un minorenne che dice che non andrebbe comunque a votare perché sono anni che i politici ci prendono per il sedere... mah, statisticamente, credo che coloro che diserteranno le urne, oltre ai soliti "zingari", saranno appartenenti del popolo deluso del centro sinistra. ma ci sono i delusi del centro destra? c'è qualche destrorso che non se la sente di andare a votare perché schifato da questa politica? La differenza tra la destra e la sinistra è questa. la sinistra non perdona ai propri rappresentanti (non dovrebbe, forse è meglio) un comportamento non all'altezza o, peggio, voltagabbana. la destra? mah. comunque bisognerebbe togliere alcuni servizi pubblici gratuiti (es.: sanità pubblica gratuita) a chi non vota. ma è utopia. la nostra classe politica fa leva sul disinteresse nostro, sulla nostra distrazione. come potrebbe legiferare in tal senso? si dovrebbe pensare ad un referendum. anche se è un'arma spuntata. un consiglio. andate a votare ma disintossicatevi. se proprio dovete guardare la tv, scegliete canali locali, dove tutto è più soft. si riesce anche a vedere qualcosa di positivo. da qui ad aprile, comunque, non riusciranno a fare danni peggiori di quelli che fin ora hanno fatto. destra e sinistra.
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domenica, 03 febbraio 2008
Siamo italiani, quelli degli abusi edilizi, dei deputati che costano il doppio degli altri, della spazzatura, della mancanza di fonti energetiche, dell'indulto, della mancanza di controlli sulle banche, del debito pubblico mostruoso, del giornalismo da terzo mondo (senza offesa per il terzo mondo). Siamo quelli che hanno il Papa in casa, siamo quelli che hanno la mafia in casa. Come potremmo avere diritto a parlare? Fortunatamente siamo in Europa. Ci siamo arrivati, facendo sacrifici!? Si, ci fu una tassa per l'Europa. Ora entrano tutti. Si, perché sono conciati meglio di noi. Senza tasse supplementari. Cosa ne abbiamo ricavato? Beh, non scherziamo, una stabilità economico finanziaria che, altrimenti, in mancanza di essa, avremmo probabilmente avuto molte più difficoltà a fare debiti (mutui, pagamenti rateali, ecc.). E poi? beh, dobbiamo seguire molte direttive unitarie, che ci mantengono sulla retta via. Conosciamo gli ingredienti di una democratica cioccolata, la cioccolata, quanto latte produrre, cosa dobbiamo scrivere sulle etichette dell'acqua minerale, ecc., ecc.. Io, da italiano con la coda in mezzo alle gambe, sto aspettando le direttive europee che rendano il mio parlamento democratico. Si, perché non siamo in grado di produrle da soli. Attendo le direttive europee che regolamentino il conflitto di interessi. Si, perché non siamo in grado di regolamentare e separare gli interessi privati da quelli pubblici. Attendo direttive europee che regolamentino le elezioni politiche. Si, teoricamente potremmo essere un paese che sa perfettamente quanto latte deve produrre ufficialmente (per il nero non ci insegna niente nessuno) ed allo stesso tempo essere un paese pericolosamente privo di democrazia. Con una concentrazione di poteri non paragonabile ad altro paese, democratico e non. Probabilmente riceviamo più di quanto diamo all'UE. Ma è mai possibile che l'Europa si regga su un regolamento poco più che commerciale e che non abbia posto paletti democratici, da seguire? Si, io, italiano, non ho diritto a parlare. Ma è per questo motivo che scrivo. Sperando di non accorgermi che i parlamentari europei si comportano peggio dei parlamentari italiani.
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lunedì, 28 gennaio 2008
Si, ho raggiunto il rifugio Regina Margherita. e non devo dimenticarlo. per me è stato grande. ho compiuto una bella impresa, pensata, voluta. al ritorno non mi sembrava vero. mi sembrava tutto facile. ma così non è. è stato reso  facile per vari motivi: la preparazione, l'organizzazione della compagnia, della giornata di ascensione, della scelta dei materiali, e forse per qualche altro motivo.  l'ambiente in cui mi sono mosso non mi è familiare. è stata una vittoria della volontà, condita da un po' di diplomazia. ora sto ricercando un altro "obiettivo". questo mi aiuta a sentirmi vivo, a nascondere anche le delusioni che ho in altri campi. è terapeutico. la politica non c'entra. il lavoro non c'entra. c'è la possibilità di sentirmi vivo e totalmente positivo. di costruire qualche cosa di nuovo. l'amico mario, che mi ha accompagnato sul monte rosa, ha un sogno: andare sulla cima del monte bianco. è un sogno che cova da moltissimi anni. voglio aiutare lui, che aiuterà me a toccare il cielo con un dito. ho appena messo per iscritto un mio grosso difetto. una mia debolezza, che mi fa arrabbiare. non riesco a fare niente per me, solo per  me, che mi dia una vera soddisfazione. spero che la mia debolezza cammini con me fino alla cima del bianco. ma bisogna organizzare l'evento. comincia il fermento. metto a fuoco l'obiettivo. vedo l'adamello, vedo l'amico rosa, il cervino, vedo il sentiero roma, con il disgrazia e di là, in fondo, il bianco. sarà vero? sognare non costa niente. ed aiuta .......
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venerdì, 25 gennaio 2008
Eravamo con il fiato sospeso dalla sera delle ultime elezioni politiche. Quando, stupiti, ci siamo accorti del baco che i destrorsi avevano inserito  nella loro neo-legge elettorale, citata da loro come "Riforma" . Prodi avrebbe dovuto vincere le elezioni con buon margine di vantaggio. Non era così. La vittoria fu possibile grazie all'impegno, dicono, del destrorso bergamasco  Tremaglia che, per tanto tempo, si adoperò per far votare gli italiani nel mondo. (Ma perché devono votare per decidere le sorti di un paese in cui non vivono?). Comunque, dato che i senatori "emigrati" votarono la fiducia a Prodi (alla faccia di  Tremaglia) cominciò questa bislacca avventura. Non ci eravamo neanche accorti di aver imbarcato Dini e Mastella. Un primo brusco risveglio lo avemmo quando ci comunicarono il nome del ministro della giustizia: Mastella e non Di Pietro. Che ingenuo sono. Eppure ho fatto il militare. Dovrei sapere, memore dell'esperienza acquisita in quel lontano anno regalato allo Stato,  che è buona regola non mettere la persona giusta al posto giusto. Mi ricredetti subito, dato che l'attivismo del Ministro Mastella mi stupì. L'indulto, non riuscito al berlusca, fu subito realtà. Ci siamo, questi sono decisionisti. Si, forse il berlusca era concentrato su altri obiettivi. Il problema pensioni si spostò nel tempo. Nel frattempo scoprii anche un altro concetto che la mia ingenuità non aveva colto: la politica estera deve avere una continuità: Ma perché? Per questo motivo Prodi disse si all'ampliamento della base militare americana in Vicenza. Senza pretendere neanche di sapere quante bombe atomiche americane abbiamo piazzato ad Aviano o Ghedi. Dobbiamo avere una continuità nella politica estera!!! Se avesse detto no gli avrei baciato il culo. Io e tanti ingenui come me. Lui no. Lo fece per dare continuità a ciò che gli italiani vorrebbero spezzare. Una becera continuità politica che guarda al passato. Arrivò l'ora delle pensioni. E qui entrarono in campo il gatto, la volpe e la faina. Il trio sindacale che, memore degli errori del passato, dovevano mettere alle corde il Prodi. Ci hanno ripreso per il culo con i 35 anni e ci hanno aggiunto i coefficienti inesistenti. Di fatto hanno peggiorato la situazione. Neanche a parlare di televisioni, banche, giustizia, rapporti con la chiesa ed altri poteri forti da contrastare. Con la maggioranza che si trovavano non potevano mica permetterselo. O no? Ricordiamoci che è buona cosa conservare una continuità. Intanto montavano problemi come Alitalia e la spazzatura. Fortunatamente trasmissioni televisive del berlusca si interessavano dei problemi della gente: mandate le vostre buste paga, anche via fax, al tg di Italia uno che le pubblicizzeremo nei tg. A che scopo? Si, il Prodi aveva detto che bisognava mettere mano alla questione buste paga, troppo basse, le nostre, non le loro. Italia Uno voleva agevolare il compito a Prodi. Che non capì perché nel frattempo, i metalmeccanici firmarono un accordo nazionale disastroso, con un aumento economico, a regime (significa sempre molto tardi, troppo tardi) di euro 127,00. E' questo il significato di mettere mano alle buste paga? Mi sa tanto che l'annuncio era truffa simile alla riforma delle pensioni annunciata dal centro sinistra. Non c'è peggior peccato di deludere chi ti da fiducia.
Non hai fatto nulla di cui ricordarsi. Alla tua età, chi te lo ha fatto fare? Abbiamo una Giustizia in ginocchio, una scuola allo sbando, la Polizia ed i Carabinieri senza benzina nelle loro auto, ed un sacco di approfittatori che si arricchiscono in modo facile. Una chiesa spudorata. A che santo ci dobbiamo rivolgere? Quel pistola di Veltroni non vedeva l'ora di fare una nuova legge elettorale. Ma perché? Non c'era tempo altri tre anni? Ma perché abbiamo dei dilettanti dalla nostra parte? Come faremo a cambiare? Non basta più il collante antiberlusca. Quando comandiamo noi dobbiamo lasciare il segno. Ma a quando la prossima volta?
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giovedì, 27 settembre 2007
 

27 settembre 2007

 

di Beda Romano

È proprio Myanmar, teatro della rivolta dei monaci buddhisti contro il regime militare, il Paese più corrotto al mondo.
A sostenerlo è l'ultima classifica annuale di Transparency International, nella quale l'Italia migliora leggermente la propria posizione rispetto al 2006, pur rimanendo nella fascia bassa della graduatoria, lontano da quasi tutti gli altri Paesi europei. Myanmar è insieme alla Somalia il Paese in cui più forte è la percezione della corruzione,secondo l'organizzazione di Berlino.
Nella classifica, da 0 a 10, la Danimarca, la Finlandia e la Nuova Zelanda risultano essere invece gli Stati più onesti al mondo.
La Germania è rimasta ferma al 16mo posto, mentre
l'Italia è salita dal 45mo al 41mo.
De che? Come mai,? Da quando? Perché? Mi è sfuggito qualcosa?
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mercoledì, 19 settembre 2007
Terrorismo mediatico, disinformazione, plagio.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/21268(2).jpg

"Cosa accadrebbe se un mattino, un brutto mattino, qualcuno, ascoltati quegli insulti,
quelle male parole contro Tizio o contro Caio, premesse un grilletto all'improvviso?"


Ecco come il Tg2, oggi, mette in guardia i telespettatori italiani dal "terrorismo" di Beppe Grillo.
Si sa, la libera (?) informazione (?), in Italia, fa molta fatica a distinguere tra satira e terrorismo: così, se parli male della Legge Biagi, automaticamente parteggi per le Brigate Rosse; analogamente, se denunci attraverso la satira le torbidezze della nostra classe (casta) politica, immediatamente vieni etichettato come "terrorista"...

E' così che funziona.
E' proprio così che i media difendono la "casta", infondendo il terrore (terrorismo mediatico) nelle coscienze ipnotizzate degli italiani.

Senza contraddittorio, naturalmente.
E' assai importante che i telespettatori metabolizzino le parole tronfie e sprezzanti di Fassino, Mastella, Casini & Co., ma è altrettanto importante tenere nascosto (disinformazione) ai telespettatori il pensiero di Grillo, che viene scaltramente riassunto e interpretato, piegato alle esigenze del "servizio" (plagio delle coscienze).

"Italiani, attenti a quel terrorista di Grillo!" - avverte il Tg2.
La "casta" non si tocca. Dove andremmo a finire se altri, sul modello di Grillo, dovessero mai pretendere il diritto alla libera informazione, alla libertà di pensiero e di espressione, alla libertà di associazione e partecipazione alla vita politica? Meglio mettere in guardia gli italiani, dunque.

Chi sta con Grillo, sta con i terroristi.
Chi si schiera contro la "casta" e crede nella possibilità di una democratica partecipazione dei cittadini alla vita politica, sta dalla parte di "quelli che premono il grilletto"...

"Questa democrazia, la democrazia occidentale, è solo una cosiddetta democrazia; è malata di fascismo e nazismo. Un partito governa, non la totalità. No, non c'è governo del popolo, ma governo di un partito, e non di un partito, ma dei capi del partito. Questi decidono dell'intera economia, del bilancio e delle politiche del governo. E il popolo li subisce passivamente. Cambiate questa struttura della politica." (Gandhi)
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